Autismo & Vaccini

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Archivio per la categoria ‘pedagogia’

Sono traumatizzato dalla normalità

Pubblicato da Autismo & Vaccini su 4 febbraio 2012

Alcuni genitori mi hanno segnalato un articolo con una vergognosa vicenda dal titolo “Mio figlio mai in un asilo con disabili: potrebbe rimanere traumatizzato“. 

Probabilmente la persona che ha pronunciato questa frase vergognosa deve essere una seguace progressista di un noto Avvocato della Virginia che si è distinto con un’altra vergognosa affermazione “I bambini con disabilità sono una punizione di Dio per tutte le donne che hanno precedentemente abortito” [non mi soffermo sulle eccezioni che sconfessano la "sua" regola].

La bravissima giornalista che racconta la vicenda, anche lei sdegnata e amareggiata, definisce questa persona “OTTUMAMMA“. Leggere frasi come “Sai poverini, non ho niente contro di loro, ma non vorrei che mio figlio nel vederli, rimanesse traumatizzato a vita!”, mi porta a comprendere che coloro che scelgono di chiudere gli occhi di fronte alla disabilità sono sostanzialmente dei “disadattati sociali”.  

E’ importante, nello stato di confusione in cui viviamo fare uno sforzo per distinguere tra valore assoluto e relativo e tra valori etici, universali, e valori umani, storici.

I valori etici ed umani sono da porre in ordine gerarchico.

Non è pensabile, infatti, un comportamento rivolto alla massima tutela della salute quando la vita umana, se debole, indifesa o malata, non ha altrettanto valore.

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Operatori sanitari ed educazione alla salute

Pubblicato da Autismo & Vaccini su 2 settembre 2010

Il timore dell’indisciplina e degli effetti nefasti per il rapporto terapeutico, legato al timore che essi si “lascino traviare” dai consigli di altre persone per loro definizione “inaffidabili” emerge chiaramente nel rapporto fra pediatri, e fra tutti quegli operatori sanitari che si occupano di bambini piccoli in genere e i genitori dei piccoli.

Sia le modalità con cui vengono forniti i consigli, sia il tipo di consiglio fornito, sia la medicalizzazione spinta di ogni aspetto della vita del bambino, sia le accuse rivolte ai genitori (spesso sempre più alle madri) che “fanno di testa loro” hanno le caratteristiche di un rapporto in cui l’operatore assume il ruolo del padre severo e fermo e i genitori quello dei figli un pò discoli che devono essere ricondotti con autorità sulla retta via.

Gli operatori sanitari non si limitano più a fornire assistenza medica e/o infermieristica e/o riabilitativa, ma sono divenuti, di fatto, coloro che dispensano consigli sull’educazione dei bambini.

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L’ospedalizzazione del bambino

Pubblicato da Autismo & Vaccini su 31 agosto 2010

L’ospedalizzazione è per i bambini ancor più dirompente che per l’adulto. Essi, infatti, oltre a nutrire profonde preoccupazioni per sè e per la propria salute (dal momento che, oltre a tutto, genitori ed operatori tendono a non informare i bambini sulle loro reali condizioni cercando di apparire allegri e scherzosi anche quando sono terribilmente preoccupati) si trovano d’un colpo in una situazione nuova, a volte anche separati dai loro familiari per un periodo di tempo più o meno lungo.

Gli studi condotti sull’argomento sono numerosi e assai interessanti e, purtroppo, dimostrano che spesso ancora oggi la situazione del bambino ospedalizzato non si discosta da quella descritta nei primi anni Settanta da James Robertson (autore del libro Bambini in ospedale, Feltrinelli, 1973). Il bambino ospedalizzato passa, secondo Robertson e gli altri autori, attraverso alcune fasi che terminano nell’adattamento all’ambiente, vale a dire nella passiva accettazione di ciò che avviene.

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Divieto d’infanzia

Pubblicato da Autismo & Vaccini su 8 agosto 2010

Il comportamento dei bambini non sempre soddisfa le aspettative della comunità adulta.

Dei disagi infantili si preoccupa sempre meno la pedagogia e sempre più la psichiatria e la genetica.

Le diagnosi di Autismo, Deficit di attenzione e iperattività, Disturbo bipolare pediatrico rappresentano gli esempi più eclatanti.

Le cure chimiche con la somministrazione di sostanze psicoattive come il Ritalin e il Risperdal (sono solo alcuni dei tanti farmaci) interferiscono con la crescita a livello neurologico e le diagnosi considerano il soggetto malato “non idoneo” ad una società sempre più omologata e omologante.

Se si ritiene che l’ambito sociale e relazionale, nel quale un bambino cresce, sia poco importante e si incasella come patologia ogni comportamento che non rispecchia i canoni di presuntuosi obiettivi formativi, la soluzione verrà demandata ad esperti che si avvalgono di cure farmacologiche invasive. Così si distrugge l’infanzia, la fantasia, la libera espressività e su tutto ciò cala il sipario del silenzio.

E’ giunto il momento di alzare il sipario!

Ringrazio pertanto tutti quei colleghi “infermieri” che mi segnalano le verità sommerse, al fine di contribuire a svelare i giochi di esecrabili professionisti che rovinano la vita e il futuro dei nostri figli…. ancorchè aprire gli occhi ad ignari genitori e mantenere fede al NOSTRO GIURAMENTO DI PROMOZIONE DELLA SALUTE.

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