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Archivio per la categoria ‘immunologia’

I vaccini non causano autismo

Pubblicato da Autismo & Vaccini su 9 gennaio 2012

Mi arrendo. I vaccini non causano autismo.

L’autismo è una diagnosi comportamentale. Per ricevere la diagnosi di “autismo” un bambino deve presentare un certo numero di comportamenti bizzarri in un determinato periodo di tempo. Se lui o lei non lo fa, la diagnosi/etichetta di “autismo” non è giustificata. 

Non esiste un esame del sangue per l’autismo.

L’autismo non può essere “confermato” o “escluso” da analisi di laboratorio. E’ prettamente una diagnosi/etichetta comportamentale.

Pertanto, tutto ciò che provoca danni fisiologici, non può direttamente “causare”  l’autismo.

Ergo … i vaccini non possono “provocare” autismo.

I vaccini, innocui acquasantiere in siringa, effettivamente causano altre cose ma non l’autismo.

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Pubblicato in: andrew wakefield, autismo, bambini ipervaccinati, danni da vaccino, disbiosi, esami di laboratorio, esami strumentali, genetica, immunologia, intolleranze alimentari, metalli pesanti, psicofarmaci su minori, vaccini contaminati, vaccinopoli | 3 Commenti »

Le interferenze al sistema immunitario provocate dai vaccini

Pubblicato da Autismo & Vaccini su 26 giugno 2011

I vaccini distruggono l’immunizzazione naturale del corpo, in risposta agli attacchi da virus e microrganismi, interferendo con la produzione e il rilascio di interferoni.

Gli interferoni sono proteine ​​prodotte e rilasciate dai linfociti in risposta alla presenza di agenti patogeni come virus, batteri, parassiti o cellule tumorali. Essi consentono la comunicazione tra le cellule per attivare le difese di protezione del sistema immunitario che debellano gli agenti patogeni o tumorali.

​​Il virus chiamato Vaccinia contiene nel suo genoma proteine ​​diverse che fornicono la resistenza del virus alle proteine ​​naturali di difesa del sistema immunitario del nostro corpo chiamate interferoni.

Il sistema immunitario del nostro corpo è costituito da cellule speciali, proteine, tessuti e organi, che si difende contro i germi e microrganismi ogni giorno. 

Il virus Vaccinia è stato utilizzato nel vaccino per il vaiolo, ma usandolo per distruggere una malattia ne hanno create molte altre di malattie.

Il virus Vaccinia è stato utilizzato nel vaccino per il vaiolo e da allora è stato scientificamente dimostrato di essere quello che ha innescato il virus dell’AIDS.

AIDS (Sindrome da Immunodeficienza Acquisita) è stata istituita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nell’ambito del programma di eradicazione del vaiolo.

Il virus Vaccinia è stato utilizzato intenzionalmente per provocare una deficienza immunitaria. 

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Le malattie nel contesto HLA

Pubblicato da Autismo & Vaccini su 6 settembre 2009

L’HLA fa parte di un insieme genetico cui spetta la funzione di controllo e riconoscimento del “Sè” e del “NON – Sè”, che prende il nome di Complesso Maggiore di Istocompatibilità (MHC). Fu scoperto originariamente come locus genetico che controllava il rapido rigetto in operazioni di impianto di organi.

Si riusciva cioè a sopprimere tutto il sistema immunitario con farmaci (Th0, Th1, Th2), ma non l’ultima linea della difesa, l’HLA, che spesso causava problemi risultando difficile da regolare farmacologicamente. Fu scoperto che le molecole HLA fanno partire segnali che arrivano a loci immunologici addetti alla produzione di citochine (per esempio recettori IL-2), fu scoperto che l’onnipresenza degli HLA su tutte le cellule nucleate è un prerequisito perché le stesse possano cooperare all’attivazione immunologica. Fu scoperto che le tossine, metalli, o peptidi legati a metalli, vanno direttamente ad attivare gli HLA e dunque la catena di eventi immunologici caratteristica di quegli HLA.

Una volta che la stimolazione diretta sull’HLA sia stata abbastanza consistente e prolungata (e soprattutto in caso di immunosoppressione), si scatena l’autoreattività, influenzata dall’HLA e dalla sua suscettibilità. La fase di immunosoppressione precede sempre la fase di autoreattività (Marichal 1990).

Oggi si è arrivati ad una teoria unificata che riconosce che ai loci HLA sono deputati essenzialmente 2 compiti:

a. riconoscimento antigenico;

b. risposta a tale riconoscimento, mediante stimolazione di Linfociti T.

Individui con caratteristiche immunogenetiche diverse (HLA), esposti alla stessa dose di mercurio, alcuni svilupperanno reazioni mediate da IgE, altri reazioni mediate da linfociti T, altri avranno reazioni limitate o nulle, altri svilupperanno immunosoppressione.

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